ABS Acrilonitrile butadiene stirene
Parzialmente aromatico, l'ABS carbonizza facilmente: marcature scure sui gradi chiari e marcature chiare schiumate su quelli scuri. I gradi pigmentati spesso si marcano senza additivo; lo 0.5-3% di un additivo sensibile al laser aumenta contrasto e velocità sui colori chiari.
Marcatura laser dell'ABS →
Policarbonato PC
La struttura aromatica del policarbonato carbonizza facilmente, offrendo un forte contrasto scuro con poco o nessun additivo. Il PC trasparente trasmette a 1064 nm, quindi usi il laser UV o un grado trasparente marcabile al laser. Microfessurazioni da tensione possono comparire ore dopo la marcatura: segno che l'apporto di energia è troppo aggressivo.
Marcatura laser del policarbonato →
PC/ABS e ASA Miscele
Entrambi sono aromatici e carbonizzano bene, quindi si marcano facilmente senza additivo. L'errore tipico è la sovramarcatura: contenga l'energia.
Marcatura laser di PC/ABS e ASA →
Acrilico PMMA
L'acrilico trasmette quasi completamente il vicino infrarosso, quindi il fascio di un laser a fibra lo attraversa senza effetto. Usi un laser CO2, che l'acrilico assorbe fortemente e che lo satina in modo netto, un laser UV oppure un compound trasparente marcabile al laser. L'acrilico colato si satina in modo più uniforme di quello estruso.
Marcatura laser dell'acrilico →
Polipropilene PP
Il polipropilene assorbe poco il vicino infrarosso e depolimerizza anziché carbonizzare, quindi il materiale non modificato dà un contrasto debole a qualsiasi potenza. Con un additivo per marcatura laser si marca in modo nitido alla velocità di produzione: tappi per vino e sottotappi di chiusure arrivano fino a 2000 pezzi al minuto.
Marcatura laser di PP e PE →
Polietilene HDPE, LDPE
Il polietilene non assorbe quasi nulla a 1060-1070 nm e senza additivo dà marcature praticamente illeggibili. È in genere più facile del polipropilene, e l'HDPE è il più facile di tutti.
Marcatura laser di PP e PE →
TPO e TPE olefinici Elastomeri termoplastici
Il TPO e molti gradi di TPE sono alifatici e si comportano come il polipropilene: richiedono un additivo laser. Sui numerosi TPE neri, una marcatura chiara schiumata ottenuta con un laser MOPA a impulsi brevi è di solito l'unica opzione leggibile.
Elastomeri termoplastici →
Nylon PA 6, PA 66
Il nylon non modificato assorbe poco a 1064 nm, quindi il contrasto dipende dai pigmenti o da un additivo laser; i risultati più diffusi sono bianco su nero, nero su bianco e bianco su blu. Sui gradi caricati vetro è essenziale una superficie ricca di resina: le superfici ricche di fibre si marcano male. Il nylon è igroscopico e l'umidità cambia il modo in cui si marca.
Marcatura laser del nylon →
PPA Poliammide per alte temperature
La struttura semiaromatica carbonizza più facilmente del PA 6 o del PA 66, il che spesso elimina la necessità di un additivo. La maggior parte dei gradi è caricata al 30-50% con vetro, quindi attenzione all'affioramento delle fibre.
Marcatura laser del PPA →
PBT Polibutilene tereftalato
I poliesteri tendono per natura a marcarsi bene con un laser a infrarossi, e i gradi caricati ancora meglio. La marcatura CO2 del poliestere in genere non è consigliata a causa della fusione incontrollata.
Poliestere (PET, PBT) →
PET Polietilene tereftalato
Il PET opaco si marca da moderatamente a bene con un laser a fibra; il PET trasparente trasmette a 1064 nm e richiede il laser UV o un grado marcabile al laser. Il laser UV funziona bene sui polimeri aromatici come il PET.
Marcatura laser delle materie plastiche trasparenti →
Polistirene PS, HIPS
L'anello aromatico fa sì che il polistirene carbonizzi facilmente, quindi ottenere una marcatura è semplice. Il vero problema è la finestra di processo stretta: il punto di rammollimento è basso, quindi un eccesso di energia fonde la marcatura.
Marcatura laser di polistirene e HIPS →
Acetale POM
L'acetale si depolimerizza in composti volatili anziché carbonizzare, il che lo rende tra le materie plastiche più difficili da marcare. Il processo brevettato di marcatura laser a fibra di Sabreen ottiene un contrasto scuro su chiaro sull'acetale, che in precedenza non era marcabile.
Le innovazioni Sabreen nella marcatura laser →
PVC Rigido e flessibile
Il PVC contiene circa il 57% di cloro e rilascia acido cloridrico (cloruro di idrogeno) corrosivo durante la lavorazione laser, quindi va marcato esclusivamente con un sistema di aspirazione fumi specifico per gas acidi: l'indicazione generale di Sabreen è di evitare la lavorazione laser del PVC se tali controlli non sono presenti. Il laser UV riduce al minimo la generazione di HCl ed è preferito per i tubi medicali.
Marcatura laser del PVC in sicurezza →
PPS Polisolfuro di fenilene
Il PPS spesso si marca senza additivo, ma la sua resistenza al calore rende stretta la finestra di processo. Per marcature chiare sui consueti gradi neri caricati vetro, lo strumento giusto è un laser a fibra MOPA con durata d'impulso di 20-40 ns e oltre 100 kHz.
Marcatura laser del PPS →
PEEK Polietere etere chetone
Il PEEK si marca in scuro senza additivo e l'errore tipico è la sovramarcatura. Per i risultati più costanti, il miglior compromesso è un laser a fibra MOPA con un additivo laser per alte temperature (in grado di resistere a lavorazioni a 350-400°C); l'alternativa è il laser UV.
Marcatura laser delle materie plastiche per alte temperature →
PEI e PSU Polieterimmide, polisolfone
Le materie plastiche aromatiche per alte temperature come PEI e polisolfone si marcano in scuro e in modo netto, spesso senza additivo.
Materie plastiche marcabili al laser →
Poliimmide Film PI, circuiti flessibili
La poliimmide è aromatica e già scura, quindi la gamma di contrasto è ridotta. Il laser UV domina le applicazioni sui circuiti flessibili; su film sottile sopra piste di rame, i 355 nm sono un requisito.
Marcatura laser dei film in poliimmide →
LCP Polimero a cristalli liquidi
Come altri polimeri per alte temperature, l'LCP resiste alle reazioni termiche che formano le marcature laser. Un additivo per alte temperature rende la marcatura praticabile.
Polimero a cristalli liquidi →
PTFE e fluoropolimeri PTFE, FEP, PFA
Il legame carbonio-fluoro è eccezionalmente forte e il PTFE è privo di cromofori. UV e CO2 funzionano meglio del vicino infrarosso, e i gradi caricati o modificati con additivi sono la via affidabile. I fumi dei fluoropolimeri richiedono una specifica valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza.
Marcatura laser del PTFE →
Silicone LSR, HCR
Il laser UV è preferito per i siliconi: per i siliconi di grado medicale si predilige la marcatura UV per preservare l'integrità della superficie e la biocompatibilità. La marcatura con laser a fibra richiede un grado marcabile al laser.
Marcatura laser UV vs laser a fibra →