Protezione del marchio per gli stampatori di materie plastiche: nuove strategie per la sicurezza anticontraffazione

La contraffazione è un’epidemia mondiale. Molti beni in plastica vengono fabbricati in una regione diversa da quella in cui sono consumati. I prodotti passano spesso attraverso più distributori ed è difficile seguirne l’intero ciclo di vita. I contraffattori di oggi utilizzano le stesse tecnologie digitali e produttive avanzate del produttore originale del marchio. Alcuni contraffattori gestiscono interi stabilimenti di produzione. Servono più approcci e più soluzioni, ovvero un approccio a strati è il più efficace, e gli stampatori di materie plastiche, sia interni all’azienda sia conto terzi, possono impiegare un arsenale di nuove tecnologie per la protezione del marchio e la sicurezza anticontraffazione.

Punti chiave

  • I beni contraffatti hanno superato 1,7 trilioni di dollari a livello mondiale nel 2015, oltre il 2% della produzione economica mondiale.
  • Nessuna tecnologia funziona per tutti i prodotti. Più approcci combinati a strati offrono la massima protezione e deterrenza.
  • La norma ISO 12931:2012 stabilisce i criteri prestazionali per le soluzioni di autenticazione, ma non prescrive come raggiungerli.
  • Gli OVD non possono essere fotocopiati né scansionati, né replicati o riprodotti fedelmente.
  • I taggant non modificano nulla della plastica: nessuna variazione di colore, utilizzabili in qualsiasi colore, compreso il trasparente.

Domande frequenti

Perché una sola tecnologia anticontraffazione non può coprire tutto?

Decenni di esperienza e fonti globali autorevoli dimostrano chiaramente che nessuna singola tecnologia funziona al meglio per tutti i prodotti e in tutte le situazioni. I prodotti differiscono per valore, canale distributivo e profilo di minaccia, per cui servono più approcci a strati per la massima protezione e deterrenza.

Che cosa specifica realmente la norma ISO 12931?

I criteri prestazionali e la metodologia di valutazione per le soluzioni di autenticazione utilizzate a stabilire l’autenticità dei beni materiali lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. Non specifica volutamente in che modo una soluzione tecnica debba raggiungere tali criteri.

Perché i dispositivi otticamente variabili sono difficili da contraffare?

Mostrano effetti ottici diversi a seconda della quantità di luce incidente e dell’angolo di osservazione, talvolta con una sorgente luminosa come ulteriore vantaggio in termini di sicurezza. Non possono essere fotocopiati né scansionati, né replicati o riprodotti fedelmente.

Come si aggiungono i taggant ai componenti in plastica stampata?

Vengono compoundati nel materiale e possono essere utilizzati in qualsiasi colore, compresa la plastica trasparente, senza modificare l’aspetto cromatico. Per questo rappresentano una delle misure di protezione più efficaci: pochi materiali possono essere incorporati senza alterare le proprietà e la funzione del prodotto.

I consumatori possono verificare i taggant da soli?

Sempre più spesso sì. Uno dei progressi recenti più significativi è l’autenticazione dei prodotti tramite smartphone, insieme a una gamma di lettori e scanner portatili economici.

Costi dei beni contraffatti per i consumatori

La Camera di Commercio Internazionale stima che nel 2015 il valore dei beni contraffatti a livello mondiale abbia superato 1,7 trilioni di dollari, oltre il due per cento dell’attuale produzione economica mondiale. Con profitti, responsabilità aziendale e reputazione del marchio in gioco, le aziende reagiscono per proteggere i propri marchi. Decenni di esperienza e le informazioni provenienti da fonti globali autorevoli dimostrano chiaramente che nessuna singola tecnologia anticontraffazione funziona al meglio per tutti i prodotti e in tutte le situazioni. Servono più approcci e più soluzioni per la massima protezione e deterrenza.

Tecnologie anticontraffazione e di autenticazione

Le tecnologie anticontraffazione possono essere classificate e descritte in modi diversi. Le strategie difensive più comuni comprendono marcatori palesi, invisibili e forensi, track & trace ed evidenza di manomissione. La norma ISO 12931:2012 specifica i criteri prestazionali e la metodologia di valutazione per le soluzioni di autenticazione utilizzate a stabilire l’autenticità dei beni materiali lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. Non specifica tuttavia in che modo le soluzioni tecniche raggiungano tali criteri prestazionali. L’autenticazione avviene in genere tramite elementi palesi o invisibili presenti nel prodotto. In base all’importanza e al valore del prodotto, la combinazione di elementi palesi e invisibili offre soluzioni di protezione a strati.

In questo articolo viene esaminata l’autenticazione di sicurezza palese e invisibile. La differenza principale tra le due è che le tecnologie palesi possono essere verificate dagli utenti (in genere a vista) che conoscono la tecnologia palese e dispongono di un campione autentico di riferimento dell’elemento con cui confrontare quello sospetto sul prodotto sospetto. Le soluzioni palesi e invisibili sono progettate per essere applicate in modo da non poter essere riutilizzate né rimosse senza essere deturpate o senza danneggiare la confezione. Per questo motivo un dispositivo palese può essere integrato in un elemento anti-manomissione per una maggiore sicurezza.

Le tecniche palesi sono chiaramente visibili e non richiedono dispositivi di rilevamento; si basano sulle capacità sensoriali dell’essere umano. Nota: le tecnologie palesi possono essere utilizzate anche come tecnologie invisibili e viceversa, a seconda della complessità del progetto. La maggior parte dei recenti sviluppi nelle tecnologie palesi e invisibili ha incorporato elementi nascosti per renderle più difficili da replicare illegalmente.

Le tecnologie palesi comprendono etichette di sicurezza (adesivi distruttivi e non distruttivi), dispositivi otticamente variabili (OVD), olografia 2D e 3D, lamine di sicurezza, filigrane, grafica di sicurezza, inchiostri a cambiamento di colore, stampa calcografica (intaglio), marcatura laser, elementi a fluorescenza, codici 2D (come QR o data matrix), microchip a contatto e molto altro.

Le tecnologie invisibili richiedono in genere apparecchiature specifiche per essere verificate, poiché i dettagli della tecnologia non vengono divulgati. Alcune tecnologie invisibili, come gli inchiostri a infrarossi (IR) e ultravioletti (UV), il microtesto e le marcature microscopiche, sono invisibili e difficili da rilevare e replicare senza apparecchiature di rilevamento specialistiche. Le immagini stampate con inchiostri UV sono visibili solo sotto una luce UV. Gli inchiostri UV sono disponibili in frequenze diverse, quindi, a seconda della formulazione dell’inchiostro, gli investigatori dovranno usare una sorgente UV a onde lunghe o a onde corte perché le immagini o il testo stampati diventino visibili. Gli inchiostri UV possono fluorescere in una varietà di colori, aumentando la complessità di questo elemento invisibile.

Le tecnologie invisibili comprendono taggant, nanoparticelle e autenticazione tramite smartphone; micro/nanostampa; immagini nascoste; immagini a polarizzazione e inchiostri di sicurezza.

Anche le tecnologie invisibili, come i taggant, possono essere applicate sugli imballaggi; le più efficaci sono completamente invisibili e rilevabili solo con uno speciale dispositivo di lettura. Come per le altre tecnologie invisibili, i taggant possono essere identificati solo dal titolare del marchio o da persone da esso dotate delle conoscenze e della tecnologia adeguate per fornire una verifica conclusiva.

Due delle tecnologie di sicurezza più recenti di particolare interesse per gli stampatori di materie plastiche sono gli OVD e i taggant. Gli stampatori a iniezione dovrebbero collaborare con i propri clienti sulle strategie di protezione del marchio, e questi metodi anticontraffazione possono essere implementati mentre i prodotti sono ancora nello stampo.

Tecnologia palese: dispositivi otticamente variabili

I dispositivi otticamente variabili (OVD) rappresentano una tecnologia di sicurezza relativamente recente. Immagini complesse mostrano vari effetti ottici a seconda della quantità di luce che colpisce l’OVD e dell’angolo da cui viene osservato. A volte si utilizza una sorgente luminosa di illuminazione come ulteriore vantaggio in termini di sicurezza. Gli OVD non possono essere fotocopiati né scansionati e non possono essere replicati o riprodotti fedelmente.

Gli OVD, analogamente agli ologrammi, comportano in genere inversioni o transizioni dell’immagine, trasformazioni cromatiche e contrasti monocromatici. Gli OVD sono in genere composti da un film trasparente (come supporto dell’immagine) più uno strato riflettente di supporto, di solito un sottilissimo strato di alluminio o rame che produce una tonalità caratteristica dell’elemento. È possibile aggiungere ulteriori elementi di sicurezza mediante la demetallizzazione parziale, con cui parte dello strato riflettente viene rimossa chimicamente per conferire all’immagine un contorno articolato, come si vede sulle banconote. Lo strato riflettente può essere così sottile da risultare trasparente, dando origine a un film chiaro con un’immagine riflettente più “fantasma”, visibile sotto determinati angoli di osservazione e illuminazione.

La creazione di micro/nanoimmagini ad altissima risoluzione (10 micron e inferiori, 62.000 caratteri/cm2) è una delle più importanti innovazioni della sicurezza ottica e sfrutta laser a fascio orientabile. Tale livello di dettaglio supera la risoluzione offerta da qualsiasi altro dispositivo industriale di copia, stampa o scansione. Alcuni elementi possono essere visibili a occhio nudo, mentre i dettagli più fini sono osservabili solo con un ingrandimento portatile. Il rischio di contraffazione è stato notevolmente ridotto dai recenti progressi nella produzione di micro/nanoimmagini e motivi di sicurezza, che oggi possono essere risolti a un livello più che doppio rispetto al passato.

Dettagli sull’uso degli OVD:

  • Gli OVD possono essere applicati sulla superficie dei prodotti (in genere mediante stampaggio a caldo o processo di laminazione a rulli) o sotto la superficie dei prodotti (mediante laminazione o stampaggio a iniezione).
  • Gli OVD possono essere metallizzati (lucidi) o trasparenti (HRI, alto indice di rifrazione).
  • Alcuni OVD sono una combinazione di metallizzato e trasparente (come la US Passport Card).
  • Quando la marcatura laser viene eseguita su un OVD di tipo HRI, il laser attraversa l’OVD trasparente.
  • Quando la marcatura laser viene eseguita su un OVD metallizzato, il laser ablaziona la metallizzazione, creando un OVD unico o personalizzato.
  • Gli OVD possono essere realizzati in modo da frantumarsi in caso di tentativi di rimozione dal prodotto. Si tratta di un elemento anti-manomissione che impedisce ai contraffattori di rimuovere o riutilizzare gli OVD.

La Figura 1 a pagina 36 mostra inchiostri otticamente variabili con effetti di cambiamento di colore osservati in condizioni di luce riflessa e trasmessa. Un secondo esempio di sicurezza OVD, illustrato nella Figura 2, mostra inchiostri otticamente variabili con effetti di polarizzazione.

Tecnologia invisibile: taggant

I taggant, sviluppati originariamente da 3M, possono essere aggiunti ai componenti in plastica stampata e ai prodotti finiti. I taggant non modificano l’aspetto cromatico della plastica e possono essere utilizzati in qualsiasi colore, compresa la plastica trasparente. Un taggant è una delle misure di protezione più efficaci, perché pochi materiali possono essere impiegati nei prodotti senza alterarne le proprietà e le funzioni. Sono disponibili più tipi di taggant per implementare strategie di protezione del marchio solide e praticabili. Uno dei progressi recenti più significativi è l’autenticazione dei prodotti tramite smartphone.

Conclusione

I taggant, i “micro-taggant” e i “nano-taggant” sono codificati in modo univoco per ciascun cliente o prodotto (Figura 3). Le particelle sono microscopiche, con dimensioni in genere comprese tra 20 e 1.200 micron. Ogni particella è codificata in modo univoco e funge, in sostanza, da impronta digitale virtuale. Nella forma più semplice, il taggant è una sequenza di codice numerico univoca in un formato a strati multicolore. Nella forma più complessa offre più livelli di sicurezza grazie all’incorporazione di diverse tecnologie nano-taggant in un’unica particella microscopica. La verifica e il rilevamento avvengono con una varietà di lettori e scanner portatili economici (compresi gli smartphone). I taggant sono disponibili in forma di particelle secche per il compounding o come masterbatch finito. I taggant possono essere utilizzati in diverse resine e colori plastici, senza modificare le condizioni di processo.

Nell’economia globale odierna, in cui i prodotti sono sotto attacco sotto forma di contraffazione e manomissione, le tecnologie di autenticazione svolgono un ruolo vitale nella protezione della reputazione del marchio e del pubblico. Con l’uso di metodi di contraffazione sempre più sofisticati, i criminali continuano a progredire e a trarre profitto a scapito della sicurezza pubblica e dei ricavi delle aziende. È essenziale che gli stampatori di materie plastiche aiutino i propri clienti a implementare tecnologie palesi e invisibili per garantire che i criminali non siano in grado di riutilizzare, copiare o appropriarsi indebitamente dei prodotti.

Scott R. Sabreen è fondatore e presidente di The Sabreen Group, Inc., una società di ingegneria specializzata nei processi di trasformazione secondaria delle materie plastiche: marcatura laser, pretrattamenti superficiali, incollaggio, decorazione e finitura e sicurezza del prodotto. Sabreen sviluppa tecnologie pionieristiche e risolve problemi di produzione da oltre 30 anni. Può essere contattato al numero 972.820.6777 oppure visitando www.sabreen.com o www.plasticslasermarking.com.


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