Plasma freddo a bassa pressione
Il plasma freddo, denominato anche «plasma freddo a bassa pressione», viene eseguito in una camera chiusa sotto vuoto, a differenza dei metodi di pretrattamento superficiale atmosferico (in aria). Solitamente si utilizza ossigeno gassoso (O2) di grado industriale al 100 percento, oltre ad altri gas e combinazioni di gas. Il gas viene immesso nella camera in condizioni di vuoto parziale e sottoposto a un campo elettrico a radiofrequenza (RF). È la reazione delle specie altamente reattive generate a contatto con i polimeri posizionati nel campo di plasma, su ripiani o gabbie interne in alluminio con funzione di elettrodo conduttivo, a rompere i legami molecolari, determinando la pulizia e modifiche chimico-fisiche (compreso un aumento della rugosità superficiale, che migliora l'adesione meccanica). Un vantaggio significativo dei processi al plasma freddo è la rimozione degli idrocarburi, eliminando così la necessità di pulizia con solventi. I pretrattamenti atmosferici non rimuovono/eliminano tutti gli idrocarburi poliaromatici, per cui può essere necessaria una pulizia con solventi (prima del pretrattamento).
Mito: la lavorazione a lotti (batch) con plasma freddo è troppo lenta rispetto ai metodi di trattamento in linea.
Fatto: grandi volumi di componenti possono spesso essere pretrattati (a lotti) e immessi direttamente in operazioni di assemblaggio automatizzate, senza necessità di ulteriori lavorazioni. I componenti trattati con plasma freddo tendono a mostrare il trattamento di qualità più elevata e la durata di conservazione più lunga. Le critiche provengono dai produttori di apparecchiature concorrenti.
Vista del sistema a camera di plasma freddo (plasma all'interno).
Schema del plasma freddo.
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